ALTE FLEISCHFABRIK // BERLIN

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Come può una fabbrica della carne diventare un luogo interessante da visitare?
In principio ho storto il naso. Andare a visitare una fabbrica non mi sembrava proprio un’ottima idea. Poi mi hanno detto che era abbandonata da una quindicina di anni e che quindi entrando mi sarei ritrovata di fronte ad una situazione anomala, una specie di avventura da fotografare.
Di nuovo. Come può una fabbrica della carne diventare un luogo interessante da visitare?
Facile! Basta che sia abbandonata!

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Voglio documentarmi. Nei vari siti internet la descrivono come suggestiva fabbrica della carne abbandonata da 15 anni, rimasta intatta da allora. L’ Alte Fleischfabrik di Berlino era di proprietà della Konsumgenossenschaft (KGB) ed è stata fondata nel 1899. Il KGB è una associazione di consumatori ancora viva, che vende e scambia merci al dettaglio ai suoi membri per prezzi molto economici. Fino al 1990 era la più grande cooperativa di consumo della DDR e la quarta più grande al mondo. La vecchia fabbrica di carne è stata venduta a investitori privati ​​a causa di alcune operazioni che nel 1993 la portarono alla bancarotta.

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Dall’esterno appare come un edificio industriale a mattoncini rossi, imponente ma non particolarmente grande.
La struttura si divide in tre parti: Fleischfabrik, Bäckerei e Brot. Il complesso produceva principalmente carne e pane.
All’interno gli ambienti sono ampi susseguendosi l’uno con l’altro. Dopo averne attraversato uno mi rendo conto che come quello ce ne sono altri dieci, tutti sullo stesso piano. Per curiosità mi affaccio alla tromba delle scale, uno, due, tre, … sono cinque piani! E sono ancora solo nella prima parte! Mi sbagliavo. Questo posto è senza fine.

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Le cose che catturano l’attenzione sono molte. Il soffitto completamente rovinato per tutto l’edificio. La vernice che si stacca a fogli creando una sorta di texture. Le celle frigorifere. I giornali e i documenti sparsi per terra. I graffiti. Gli ambienti grandi vuoti contro gli uffici piccoli pieni di fogli e documenti. I forni. I laboratori impolverati. Le mense dei dipendenti con la cena avanzata sul tavolo. Gli utensili da lavoro.
I vari articoli letti fanno sembrare l’Alte Fleischfabrik una struttura cristallizzata, rimasta intatta. Addirittura con ancora l’odore di carne affumicata che vaga per alcuni ambienti. Effettivamente un’odorino di würstel lo sento… È solo una suggestione? Siamo entrati alle 12:00, saranno già un paio d’ore che giro per queste stanze, una certa fame ce l’ho!

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I tre edifici sono sopravvissuti per più di cento anni e due guerre mondiali. Nel panificio si producevano più di 4000 tipi di pane al giorno. Ed oggi? Più niente.
Anche se molte delle stanze sono state ricoperte negli anni da graffiti, la sensazione che prevale durante questa visita è la vuotezza. Il desiderio di questo posto di non fermarsi al 1993 è evidente. È ormai una meta per molti fotografi, writers ed artisti. È uno spazio che chiede di essere riempito.
Quale sarà il suo futuro?

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Testo e foto di Simona Garofalo

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