MUMBLE MUMBLE // Signore, perdonami, perché – scrivendo questo racconto – ho peccato.

mumble papa

Signore, perdonami, perché – così pensando – ho peccato.

COLONNA SONORA 1:

NOEL GALLAGHER – OH LORD
(Oh Lord! Is that you who is fading away? Like the truth in the lies that they say. And the hair on your hands turns gray. You remind me of yesterday)

O se preferite
COLONNA SONORA 2:

Il Papa se ne va. Ciao ciao. Auf wiedersehen. Goodbye. Aurevoir. Saludos amigos.

Quel goffo signore in vesti bianche più simile ad un Vlad the Impaler, che ad uno della stirpe di San Pietro, molla lo scettro e scappa via.
Dice che era stanco, che non era all’altezza, che non poteva reggere il peso dell’età.
O forse la verità è che la sua comunità di cattolici non praticanti che però la sera, prima di andare a dormire, si fa un esame di coscienza, stava diventando troppo pericolosa, troppo audace, troppo pretenziosa, troppo viziata, troppo disobbediente per il vecchio platinato.
E allora lui che deve espiare le nostre colpe e chiedere scusa a Dio per noi comuni mortali peccatori senza scampo, non ne ha potuto più.
Ha deposto il mantello.

Improvvisamente si è scatenata una bufera mediatica di dimensioni apocalittiche, da far invidia allo scandalo Lewinsky.

Tutti, e dico tutti, dai più profani ai più devoti, dai più blasfemi ai più pii – mi ci metto in mezzo anche io che non sono né devota, né profana, né tanto meno pia, ma sicuramente blasfema – ne parlano, come se la questione li toccasse, come se fossero realmente sconvolti dall’avvenimento.

E’ come quando finisce una serie tv.
Ai titoli di coda dell’ultima puntata, resti un attimo imbambolato davanti allo schermo ed ascoltando quella sigla per l’ultima volta, ti domandi: “E adesso? Cosa accadrà? Che ne sarà di me le prossime fredde sere d’inverno?”.
E quella sensazione di solitudine, mista a sgomento, ti assale.
Ma il Papa uno se lo immagina come Beautiful!
E Beautiful si sa, non finirà mai: ogni puntata ti lascia addosso quella sicurezza, quel brivido di eternità.
Perché in fondo al cuore sai che potrai partire per le vacanze, attraversare gli oceani, cambiare continente, tornare e non riuscire più a vedere Mediaset Premium, ma Ridge avrà sempre i capelli neri e Brooke Logan (già Chambers, Jones, Marone e Forrester) continuerà ad amare tutti incondizionatamente: padri, cognati, suoceri, nonni, cugini, zii, per riuscire, in un impeto di pietas, con la sua infinita stirpe, a salvare la demografia americana dall’invecchiamento generazionale.

Insomma, tornando ad SS (Sua Santità)… Ad un certo punto, per l’esattezza l’11 febbraio 2013, è crollato un pilastro portante della cultura occidentale.
Colui che nei secoli dei secoli amen, finchè morte non ci separi, era lì e lì sarebbe rimasto, si è dimesso.

Dai tempi del Santo Grahal, il vicario divino dal volto intercambiabile (un po’ come i pupazzi della Lego, ai quali sostituire la testa), nonostante figli clandestini, scandali taciuti, magheggi politici e attentati mancati, stava seduto sul suo trono dorato.

pope lego

E nell’immaginario collettivo occidentale e non solo, dei più e dei meno credenti, dei più e dei meno bigotti, quello era il suo posto.

Analizzando seriamente la questione, mi sento un po’ confusa.

Questa figura quasi mitologica (e alquanto anacronistica) mi ha spesso affascinato, soprattutto quando, nelle nemmeno troppo ardue sessioni di studio della storia medievale, moderna e contemporanea, continuavo a chiedermi come diavolo facesse (e sottolineo “diavolo”) una carica istituzionale a sopravvivere intatta al trascorrere del tempo.
Per carità, grandissimo Leone III che incoronò Carlo Magno a Notre Dame alla vigilia di Natale dell’800, o Innocenzo III che fu tutore di un giovane ed alle prime armi Federico II di Svevia nelle sue crociate. Mitico Bonifacio VIII che istituì il primo, utilisssssimo Giubileo, con tanto di indulgenza plenaria per i numerosissimi pellegrini che si fossero recati a Roma (anche se, lo ammetto, fu un’idea di marketing geniale per incrementare il turismo dell’epoca). Infine il memorabile Celestino V, che potè godere di fama anche nel girone degli Ignavi, come colui / che fece per viltade il gran rifiuto e che magari attende sornione nell’antinferno il nostro povero Papa Ratzy al quale Dante senza dubbio avrebbe commissionato la stessa pena.

Ma finiti i bei tempi della supremazia della Chiesa sullo Stato (almeno, così dicono), la percezione attuale di questa carica secolare pare essersi ridotta a ben altro.
Studi clinici, personalmente condotti, dimostrano che alla domanda:”Se ti dico Papa, tu rispondi?”, sono succedute le seguenti risposte top of mind (ovviamente alcune per questioni poco politically correct, non verranno riportate):

- un pioniere della green sustainability: con la sua macchinina elettrica bianca;
- una fashion victim: con le Prada o le Dr. Martens ai piedi e gli anelli tutti tempessshtati di diamanti sopra ai guanti in vellutino bianco ed alcantara;
- un esperto comunicatore: con la sua finestra sulle 4 file di 284 colonne e 88 pilastri di Piazza San Pietro;
- un supereroe della Marvel: con le colombine addomesticate sugli omeri ed il suo seguito di combattenti in abito talare nero (con bottoni rosso ponsò per i cardinali, rubino per i prelati, paonazzo per i monsignori, cuciti sul petto a segnare il grado gerarchico dell’esercito che non c’è).

Statistiche attendibili a parte, questa inattesa virata nel mare degli squilibri internazionali, lascia presagire qualcosa.

Che lo accettiate o meno, l’11 febbraio si è fatta la storia.
Che lo vogliate o no, l’11 febbraio risuonerà più di altre date nei sussidiari hi-tech scaricabarili online su applicazioni per i-pad dei nostri futuri figli.
Che vi piaccia o vi dispiaccia, l’11 febbraio con un gesto umano, un essere sovrumano ha ammesso la sua impotenza.

Forse anche il Papa si è sentito d’intralcio a sé stesso.
Forse si è reputato obsoleto.
Forse si è giudicato inutile.
Forse, per dirla alla Max Gazzè, avrà avvertito anche lui “gli echi bassi ed immorali di comportamenti frivoli e meschini, quali certi omini in abito da donna, la vergogna, che neanche gli animali”?

O forse, semplicemente, non avrebbe voluto ricoprire quella carica, allo scoccare de “la nona ora” presagita da Cattelan e coincidente con, guarda caso, la caduta delle meteoriti di quest’oggi.

la nona

E allora forse è il momento di essere ottimisti.

Forse questo è il primo passo verso un miglioramento?
Forse siamo sulla buona strada per una rinascita?
Forse la classe di bacchettoni che vuole bene al clero senza se e senza ma, sta per essere spazzata via?
Forse il prossimo Papa sarà musulmano?
Forse metterà all’asta un paio di quadri dei Musei vaticani, per comprare qualche orfanotrofio?
Forse devolverà il 5 x 1000 alla chiesa induista?
Forse pagherà l’IMU sugli immobili della Chiesa?
Forse approverà i matrimoni omosessuali, in nome di “let there be love”?
Forse acconsentirà all’uso del preservativo, perché l’AIDS manda più gente all’inferno dell’aver desiderato la donna altrui?

Forse, qualora fosse, mia nonna non lo capirà mai. Ma questa è un’altra storia.

Testo di Giulia Manta

Foto: “La nona ora” di Maurizio Cattelan, immagine presa da “http://www.radio.rai.it/radio3/arcimboldo/images/cattelan_nona_ora.jpg”.

http://mauriziocattelan.altervista.org/

MINIMALMAG

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